Cos’è il factoring?

Il factoring è uno strumento finanziario cui le aziende ricorrono per migliorare la disponiblità di liquidità e le condizioni per la crescita. Factoring è un termine collettivo per servizi di finanziamento e acquisto dei crediti.

In base alla struttura dei clienti, le abitudini di pagamento dei debitori, le esigenze di liquidita e le solvibilità è possibilie scegliere fra diversi tipologie di factoring nel momento in cui si vendono i propri crediti ad una società di factoring (in inglese factor).

Factoring – finanziamento e acquisto di crediti

Le piccole e medie imprese (PMI) fanno spesso ricorso al factoring per soddisfare velocemente le proprie esigenze di capitale circolante. Tuttavia, negli ultimi anni hanno iniziato ad usare il factoring anche le grandi aziende per migliorare il proprio cashflow.

Qual è la differenza fra l’acquisto e il finanziamento di crediti?

Le aziende possono vendere i propri crediti a una società di factoring o ipotecarli presso un istituto finanziario.

Cos’è l’acquisto di crediti?

Se si sceglie l’acquisto di crediti come metodo di finanziamento la società di factoring individuata per l’acquisto dei propri crediti si farà carico dei rischi relativi all’acquisto, da cui l’azienda viene in parte esonerata. La società di factoring è responsabile per la riscossione del corretto pagamento.

Cos’è il finanziamento di crediti?

In questo caso l’azienda ipoteca i propri crediti presso un istituto finanziario o una banca (solitamente la percentuale di fido è pari al 70-90% dell’importo dei crediti). L’azienda deve comunicare il trasferimento dei crediti ai propri clienti. I pagamenti dei clienti vengono versati agli istituti finanziari conformemente al contratto stipulato. La società di factoring informa l’azienda quando il pagamento viene effettuato.

Quanto costa vendere i propri crediti?

Le società di factoring prendono in considerazione diversi parametri quando calcolano il tasso d’interesse del factoring.

Quali parametri influenzano i costi del factoring?

  • Valutazione del rischio
    Solvibilità del venditore del credito e qualità dei crediti.
  • Tipologia di factoring
  • Numero di clienti, volume dei crediti e servizi richiesti.
  • Previsto volume d’affari di factoring.
  • Termini di pagamento
    Più lungo è il ciclo di pagamento fra il venditore del credito e i suoi clienti, più elevato è il rischio per la società di factoring.
  • Durata del contratto
    Più lungo è il contratto di factoring, migliore sarà il tasso d’interesse del factoring, in quanto un contratto più lungo conferisce una maggiore certezza per le entrate future.
  • Affidabilità creditizia
    Se la stabilità del venditore migliora, migliorerà a sua volta la situazione di rischio per la società di factoring.
  • Qualità dei crediti

Il tasso d’interesse del factoring è il risultato della valutazione del rischio, della tipologia di factoring, costi amministrativi interni, e margine di profitto. La percentuale richiesta dalle società di factoring è solitamente pari al 2 – 5 % dell’importo totale del credito, ma vi sono anche ulteriori costi occulti da tenere in considerazione (elencati nella sezione sottostante).
Ecco un esempio con percentuale al 5 % sull’importo totale se una società di factoring acquista il credito di un’azienda valutato € 1 000. In quanto cliente della società di factoring l’azienda riceve € 950, il valore del 95 % del credito, e la società di factoring guadagna il 5 % del valore del credito acquistato, pari dunque a € 50.

Cos’è l’affidabilità creditizia?

L’affidabilià creditizia è un valore indicativo che rappresenta la capacità che un soggetto ha nel rispettare l’impegno preso nel corso di un finanziamento anche in termini di puntualità nel rimborsare il debito.
L’affidabilità viene calcolata a partire da un punteggio, il credit score, che tiene conto sia di elementi di merito, come la puntualità nei pagamenti, che di quelli di demerito, come insolvenze e ritardi. Nel caso della prevalenza di elementi positivi al soggetto/ente verrà attribuito un punteggio maggiore che corrispondeà ad un’alta affidabilità creditizia, mentre qualora fossero superiori gli elementi negativi, il credit score diminuirà decretando una minore solvibilità del richiedente, che avrà quindi maggiori difficoltà di accedere al prestito richiesto.

Cos’è il rating?

Credit score, rating e affidabilità creditizia sono in sostanza sinonimi.
Le attuali classi di rating hanno diverse scale in base a chi effettua la valutazione. Vi sono scale da AAA a C, in cui AAA è il massimo, e da 1 a 5, in cui l’1 indica un alto rischio e il 5 un basso rischio, risultando essere pertanto la valutazione massima.

  • AAA Livello minimo di rischio.
    Si può ottenere solamente se l’azienda ha un volume d’affari superiore a  200 000 euro, è sul mercato da almeno 10 anni e dispone di indici finanziari ben superiori alla media del settore.
  • AA Debito di alta qualità.
    Assegnato ad aziende che non soddisfano i criteri per rientrare nel Livello minimo di rischio.
  • A Debito di buona qualità ma soggetto a rischio futuro.
    Significa che l’azienda ha una buona affidabilità creditizia e può ottenenre linee di credito.
  • B Debito prevalentemente speculativo.
    Significa che l’azienda dispone di indici finanziari sotto la media del settore o risultano altre informazioni negative per il credito.
  • C Debito altamente specultaivo.
    Significa che l’azienda ha problemi seri nei pagamenti, ha dichiarato bancarotta o dispone di indici finanziari ben al di sotto della media del settore.
  • (-) Segno meno.
    Vi sono insufficienti informazioni sul credito su cui basare una valutazione. Anche ad aziende inattive viene assegnato il segno meno (-).

Costi di factoring fissi e variabili (occulti)

Vendere crediti costituisce una soluzione semplice e veloce per ottimizzare il cashflow dell’azienda. Tuttavia, molte società di factoring aggiungono costi occulti ad una struttura dei prezzi non trasparente.
I tassi preventivati dalle società di factoring sono IVA esclusa, pertanto le aziende ricevono meno di quanto non immaginino. Qualora un cliente non paghi una fattura, l’azienda va ulteriormente in perdita, poiché le società di factoring applicano tassi d’interesse in questi casi.

I costi di factoring più comuni

  • Costi fissi sul credito o calcolo di interessi sull’importo del finanziamento
  • Commissione di disponibilità fondi (paragonabili alla commissione di massimo scoperto di un fido bancario)
  • Costi di copertura del rischio sul volume d’affari, specialmente per factoring pro soluto.
  • Costi di gestione per singolo credito
  • Costi di diffida
  • Costi di riscossione
  • Costi di limite di credito per cliente: ogni debitore (clienti dell’azienda che fa ricorso al factoring) è valutato dalla società di factoring.

Qual è la differenza fra factoring pro solvendo e pro soluto?

Le aziende possono scegliere di vendere i propri crediti pro solvendo o pro soluto. È importante capire quale sia la differenza fra i due.

Cos’è il factoring pro solvendo?

Nel factoring pro solvendo la società di factoring acquista i crediti con diritto di rivalsa sul cedente nel caso di mancato pagamento da parte del debitore; Qualora i clienti non ripaghino il debito dell’azienda, la società di factoring ha il diritto di riscuotere il debito sia dal debitore che dall’azienda.

Cos’è il factoring pro soluto?

In questo caso la società di factoring acquisisce i crediti in via definitiva, ossia senza diritto di rivalsa in caso di inadempimento del debitore.

Contratti a lungo termine e riduzione degli asset

Capire quanto il factoring possa venire a costare può risultare difficile. In qualità di cliente di una società di factoring un’azienda rischia di rimanere bloccata con un contratto sfavorevole che la obbliga a vendere i crediti approvati nel corso durata del contratto a un prezzo prestabilito dalla società di factoring.
Una volta firmato il contratto di factoring, le società di factoring non sono più in competizione le une con le altre, pertanto spesso alzano i prezzi all’insaputa delle aziende.
Molte società di factoring inoltre richiedono che i contraenti, i loro partner commerciali e, a volte, i coniugi garantiscano personalmente. Crediti venduti ma non ripagati possono portare alla bancarotta del contraente in qualità di persona fisica.

La vendita del credito è la soluzione adatta per la tua azienda?

La scelta di vendere i propri crediti indica che l’azienda necessita fondi e i clienti possono considerare questo fattore come un segno di instabilità finanziaria.
D’altro canto, il factoring costituisce una forma di finanziamento facile che risulta in un positivo flusso di cassa e l’azienda non si deve più preoccupare dei pagamenti dilazionati dei clienti. Il rischio creditizio diminuisce e l’azienda risparmia tempo e denaro nella gestione dei pagamenti e ha dunque più tempo per concentrarsi sulle attività al cuore dell’azienda.

Billhop come soluzione alternativa per la liquidità

Per le piccole e medie imprese la liquidità costituisce spesso un ostacolo per la crescita o gli investimenti di capitale. I titolari sono costretti a tagliare sugli investimenti o a trovare forme alternative di fianziamento.
Con Billhop le imprese possono usare la propria carta aziendale per prolungare i termini di pagamento e liberare capitale circolante. Billhop è un’alternativa sicura al factoring. Non vi sono né costi fissi né una durata fissa del contratto. Senza costi aggiuntivi, Billhop trattiene solamente una percentuale dell’importo da pagare all’uso del servizio.

Con Billhop c’è solo una commissione, indipendentemente dal rating creditizio dell’azienda

Un’azienda con un alto rating creditizio si trova in una buona situazione finanziaria e ha gestito bene i propri crediti passati. Nel caso di una situazione finanziaria instabile, si ottiene un rating inferiore e le aziende di rating ritengono probabile che una cattiva gestione del credito si verifichi in futuro. A differenza delle società di factoring che basano la percentuale richiesta sul rating creditizio dell’azienda, Billhop ha una commissione fissa che non dipende dal rating dell’azienda.
Pagando le fatture dei fornitori con Billhop, si ottiene una dilazione dei termini di pagamento di 30-60 giorni, 30 giorni in più rispetto a quanto offerto dalle società di factoring. Inoltre le relazioni con i clienti non vengono compromesse, visto che i crediti non vengono venduti a terzi.
È facile confrontare i costi di utilizzo di Billhop (2,95% dell’importo della fattura) per ottenere una dilazione del periodo di pagamento di 30-60 giorni (a seconda del periodo di pagamento privo di interessi della propria carta) con il costo totale del factoring per un’analoga proroga di pagamento.

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